Mervyn King taglia i tassi sui depositi?

Il governatore di Bank of England, Mervyn King, ha segnalato oggi la possibilità che l’istituto di emissione britannico possa ridurre il tasso al quale vengono remunerate le riserve bancarie che eccedono i requisiti minimi di sistema. Iniziativa che, come ricordato da King, non modificherebbe il livello di complessivo di riserve del sistema bancario, che è determinato dagli acquisti della banca centrale in regime di easing quantitativo, ma potrebbe spingere le banche a convertire parte di quelle riserve in altre tipologie di attivi.

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Il piano inclinato

L’agenzia di rating Standard&Poor’s ha oggi confermato il rating sovrano del Regno Unito al livello massimo di AAA, ma ha ridotto l’outlook a negativo, da stabile, a causa del crescente peso del debito che grava sul paese, ed ha affermato che vi è una probabilità su tre che il merito di credito venga ridotto. In conseguenza, la sterlina ha subito la maggior perdita contro dollaro da quasi un mese, azioni e obbligazioni sono arretrate, e il costo di assicurarsi contro il default è cresciuto. Se il negative outlook venisse risolto in un effettivo declassamento, il Regno Unito diverrebbe il quinto paese europeo occidentale a subire un downgrade a causa della crisi economica, dopo Irlanda, Grecia, Portogallo e Spagna. Nell’anno fiscale, che termina a marzo 2010, il Regno Unito prevede di emettere 220 miliardi di sterline in titoli di stato, a causa del crollo di gettito e dell’aumento di spesa pubblica indotti dalla recessione. S&P afferma di aver rivisto l’outlook del Regno Unito a negativo ritenendo che, anche assumendo un’ulteriore stretta fiscale, il peso del debito pubblico sul prodotto interno lordo potrebbe toccare il 100 per cento e restare nel medio termine prossimo a quel livello. Il governo ha già assunto iniziative di consolidamento fiscale, che tuttavia appaiono piuttosto timide, anche per la relativa imminenza delle elezioni generali che dovrebbero tenersi al più tardi nel giugno 2010. Un’eternità, per i mercati e l’evoluzione della congiuntura. Poco dopo il comunicato di Standard&Poor’s, sia Moody’s che Fitch hanno confermato rating ed outlook sovrano del Regno Unito.

Regno Unito – Rischio disastro fiscale

Lo scorso 22 aprile il Cancelliere dello Scacchiere (equivalente al ministro del Tesoro), Alistair Darling, ha presentato il bilancio annuale britannico. Il Tesoro si attende una contrazione dell’economia del 3,5 per cento quest’anno ed un rimbalzo pari all’1,25 per cento nel 2010. Stima peraltro in contrasto con quella del Fondo Monetario Internazionale, che prevede per il 2009 una calo del Pil del 4,1 per cento e dello 0,4 per cento l’anno prossimo. Le nuove proiezioni del governo di Londra ipotizzano un deficit cumulativo di 703 miliardi di sterline nei cinque anni fiscali fino ad aprile 2014, rispetto ai 434 miliardi previsti in novembre. Il deficit di bilancio previsto per quest’anno, pari al 12,4 per cento del Pil, sarebbe il peggior risultato dei conti pubblici in tempo di pace da oltre un secolo.

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La mamma va al mercato…

La “nazionalizzazione” di Lloyds Bank da parte del Tesoro britannico (che ha superato la maggioranza assoluta dei diritti di voto) poggia su un calcolo piuttosto incomprensibile. Premesso che:

  • Il Tesoro di Sua Maestà procederà alla conversione in ordinarie di 5 miliardi di sterline di azioni privilegiate, al rapporto di conversione di 38,43 pence per azione;
  • Il governo provvederà ad emettere 15,6 miliardi di sterline di azioni di classe B, offerte a 42 pence per azione e convertibili in ordinarie a 120 pence. Col ricavato delle quali
  • Offrirà a Lloyds 15,6 miliardi di sterline di protezione su asset tossici;

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Regno Unito verso la nazionalizzazione del sistema finanziario

Il governo del primo ministro Gordon Brown ha ulteriormente stretto la propria presa sul sistema finanziario britannico, garantendo gli attivi tossici e conferendo alla Bank of England il potere senza precedenti di acquistare titoli a fermo. Il piano aumenterà il costo del salvataggio del sistema bancario britannico di almeno 100 miliardi di sterline. Il governo ha deciso di aumentare la propria partecipazione in Royal Bank of Scotland dal 50 a circa il 70 per cento, attraverso la conversione delle azioni privilegiate sottoscritte in ottobre, ed ha comunicato di voler utilizzare Northern Rock per spingere il credito ipotecario. Il governo richiederà ai destinatari degli aiuti di sottoscrivere “specifici e quantificati” accordi a prestare (in pratica, un target numerico di aumento del credito), come ribadito anche dal Cancelliere dello Scacchiere, Alistair Darling, nel tentativo di contrastare la gelata del mercato creditizio. L’economia britannica è attesa contrarsi del 2,7 per cento quest’anno, secondo le ultime stime di consenso, il peggior risultato dal 1946, ed i prezzi delle abitazioni dovrebbero calare del 22 per cento nei prossimi 18 mesi.

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In caso non riusciste a prendere sonno

Pensate a questi numeri: secondo un’elaborazione di Merrill Lynch, oggi il mercato dei credit default swap su debito sovrano (quello dei singoli stati, detto in modo meno aulico), sta prezzando una probabilità del 18 per cento di un default della Grecia entro i prossimi cinque anni. Per l’Irlanda siamo al 15 per cento, per l’Italia al 14. La Germania è al 4 per cento e il Regno Unito al 10 per cento. Naturalmente questi dati non sono Sacre Scritture, ma semplicemente inferenze numeriche del valore assunto da un contratto di assicurazione su un evento catastrofico. Le probabilità di insolvenza dell’economia dell’Eurozona restano comunque piuttosto remote, sia per l’improbabilità di una fuga dall’euro, sia perché il manifestarsi di rischi di default di singoli membri di Eurolandia determinerebbe l’intervento di sostegno degli altri paesi, almeno per evitare il peggio nel breve periodo. Ciò tuttavia non esclude il rischio di declassamenti di rating di singoli paesi, come dimostra il downgrade di oggi della Grecia, o il creditwatch con implicazioni negative in cui Standard&Poor’s ha posto di recente Irlanda e Spagna.

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La crisi arriva (ufficialmente) in Europa

I governi europei intervengono per salvare Bradford & Bingley, Fortis e Hypo Real Estate AG, ultime vittime delle onde sismiche che la crisi del credito statunitense sta trasmettendo in tutto il mondo. Il Tesoro britannico ha nazionalizzato Bradford & Bingley, il più grande prestatore ipotecario ai proprietari terrieri del paese, mentre i governi di Belgio, Olanda e Lussemburgo hanno impegnato 11,2 miliardi di euro per salvare Fortis. La Germania ha concesso un prestito a Hypo.

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