Italiani, popolo di risparmiatori da alfabetizzare

Nei giorni scorsi sul sito della Consob è apparsa una interessantissima pubblicazione intitolata “Le obbligazioni emesse da banche italiane. Le caratteristiche dei titoli e i rendimenti per gli investitori“ (in Quaderni di Finanza, Studi e Ricerche, Luglio 2010), a cui probabilmente non è stato ancora dedicato lo spazio che meriterebbe: il testo in oggetto non svela segreti particolari, ma si limita ad una puntuale e precisa fotografia sul vezzo tutto italiano di banche che hanno venduto alla propria clientela bond emessi da loro stesse, in virtù di quella “familiarità” che, come ricorda il testo, “può guidare e distorcere la percezione del trade-off fra rischio e rendimento”.

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Ulisse sui mercati

Nonostante un buon recupero, la curva sulla Grecia rimane invertita sia sul cash sia sui CDS, anche se lievemente più piatta di quanto non fosse ieri e l’altro ieri.

Tre volte il fé girar con tutte l’acque;
a la quarta levar la poppa in suso
e la prora ire in giù, com’altrui piacque

Come ci ricorda Dante con le parole senza tempo di Ulisse, più di una volta negli ultimi mesi il debito greco era stato sotto i riflettori e aveva dato segni di sofferenza (“Tre volte il fé girar con tutte l’acque“) ; quest’ultimo giro tuttavia è stato talmente violento da ingenerare la dinamica tipica dei bond distressed, dove si smette di guardare al tasso ma si ragiona in termini di prezzo, temendo per il default imminente.

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High Yield, volatilità in arrivo

Il secondo dato consecutivo molto negativo fatto registrare dai flussi sui fondi High Yield americani (rosso da due miliardi in appena due settimane) riporta sotto i riflettori il tema delle dinamiche allocative e l’importanza via via crescente dei cosiddetti technicals nel mercato del credito.
Per tutto il 2009 flussi e fondamentali sono andati a braccetto, spingendo il mercato dei Junk Bond a rialzi stellari: la pagina 1 del libro di testo sulle dinamiche di mercato insegna che all’uscita di una profonda crisi finanziaria è il mondo del credito a beneficiare per primo della fase di Repair/Riparazione. Se a questo si somma il livello da Giorno del Giudizio Universale raggiunto dagli spread un anno fa e la solidità relativa dei bilanci aziendali, si spiega con relativa facilità il movimento dello scorso anno.

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Mercati del credito: analisi di scenari estremi

Dopo un inizio d’anno all’insegna dell’entusiasmo, il mercato del credito ha tirato un po’ il fiato, coinvolto nel più generale movimento di ritorno dell’avversione al rischio che ha caratterizzato le ultime settimane di gennaio, e che si è tradotto in una correzione dei listini azionari nell’ordine di sette o otto punti percentuali. Sotto gli occhi di tutti è poi la pressione cui iniziano ad esser sottoposti i bond governativi, con l’indice sintetico Sovx che scambia ad uno spread più largo rispetto all’indice Main. Pur tenendo conto di fattori tecnici che influenzano questo confronto acuendone il trend di fondo, rimane evidente la sovraperformance relativa dei crediti anche in queste settimane dominate dal nervosismo.

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Mercati del credito – 1 Luglio. Declassamento di Moody’s del settore bancario, emissione Wind

Sessione positiva anche se non nella stessa misura del mercato azionario. Le due notizie del giorno sono il declassamento del merito di credito di dodici banche italiane sulle ventidue messe sotto osservazione.  La nuova emissione Wind è stata lanciata nel tardo pomeriggio, le prime quotazioni sono in netto rialzo rispetto al prezzo di emissione.

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Le obbligazioni subordinate bancarie: i Lower Tier 2 e l’extension risk

I bond Lower Tier 2 rappresentano il gradino più alto nella scala dei subordinati bancari: formalmente non sono classificabili come debito bensì come capitale, ma in questo caso parliamo di capitale debole o di bassa qualità, nel senso che ai fini della solidità patrimoniale di una banca la capacità di questi strumenti di assorbire perdite è molto limitata; rovesciando la prospettiva, dal punto di vista del sottoscrittore questi sono strumenti con una rischiosità relativamente bassa. Cerchiamo di esser più chiari in questa relazione inversa tra qualità di capitale e rischiosità.

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Le obbligazioni bancarie subordinate: un primer – 2

Nel primo post di quella che vuole essere una piccola guida per non perdersi nella giungla delle obbligazioni subordinate bancarie abbiamo introdotto alcuni concetti di base che proviamo a ricapitolare:

  • Natura ibrida delle obbligazioni bancarie subordinate: pur essendo formalmente debito, in presenza di determinate circostante la natura di questi strumenti puo’ mutare, andando ad avvicinarsi a quella tipica degli strumenti di capitale su cui potenzialmente possono scaricarsi parte delle perdite dell’emittente;
  • Esistenza di due principali tipologie di rischio, extension risk e rinvio/cancellazione cedola;
  • Grossa incertezza sul trattamento di questi strumenti in caso dovessero concretizzarsi forme di nazionalizzazione di istituzioni finanziarie;

A questo punto può esser opportuno fornire, senza alcuna pretesa di esaustività, una breve e sintetica rassegna delle principali caratteristiche tecniche dei vari strumenti.

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E’ tempo di corporate?

Dopo un 2008 da dimenticare, il 2009 è partito con il botto per il mondo del credito; il comparto delle obbligazioni ad alto rendimento ha guadagnato in appena due settimane circa il 7% risultando tra le migliori asset class in assoluto in questo inizio anno. Importanti flussi di acquisti sono tornati dopo moltissimi mesi sul mercato delle obbligazioni societarie: il motivo di tanta euforia balza subito all’occhio quando si guarda ai livelli di spread astronomici  e ai prezzi stracciati dove moltissimi di questi titoli sono stati spinti dal violentissimo credit crunch che ha investito il mondo finanziario negli ultimi mesi.

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Bond bancari, un approfondimento necessario

Le recenti turbolenze dei mercati, la larga esposizione delle famiglie italiane alle obbligazioni bancarie e la prospettiva di una garanzia governativa più o meno esplicita su questa tipologia di strumenti hanno acceso l’interesse della stampa (specializzata e non) su questo segmento del mercato. Come spesso accade, sotto la spinta emozionale della stringente attualità se ne è scritto molto, colpevolmente in ritardo e con numerose imprecisioni. Cerchiamo dunque di fare un po’ di chiarezza sia  a livello terminologico che pratico.

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