Ossigeno per bolle: il LIBOR a 1 mese sotto l’1%

Il Libor a 1 mese ha appena fatto fixing all’1%, riflettendo finalmente gli sforzi delle banche centrali d’inondare di liquidità il mercato stampando moneta come se non ci fosse un domani.
Rimane da scegliere se ci dobbiamo ancora preparare allo scenario di una deflazione giapponese o se assisteremo, come più volte negli ultimi anni, al gonfiarsi dell’ennesima bolla, in chissà quale angolo del mercato finanziario, grazie all’eccesso di liquidità pompato nel sistema.

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Dove eravamo rimasti

La Borsa di Tokio in lieve ribasso, il resto delle asiatiche stabili o in rialzo. Indici europei del credito in apertura positiva e CDS su singoli emittenti posizionati per una probabile apertura positiva. Goldman e Wells Fargo suonano note positive, ma parliamo della banca meglio gestita degli USA e di quella meglio ammanicata del pianeta: solo i risultati dei prossimi giorni diranno se sono rondini che possono fare primavera.

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Gazprom, le crepe nella diga: le vendite crollano di un quinto

Sic transit gloria mundi. Gazprom, il monopolista del gas russo,  veniva considerato soltanto un anno fa sulla buona strada per diventare l’azienda energetica più grande al mondo per capitalizzazione, il gioiello sulla corona di una Russia risorta dalle proprie ceneri sino al punto di scatenare una guerra contro un ex-vassallo troppo bizzoso. Coloro che si preoccupavano dell’eccessivo indebitamento dei capitani d’industria moscoviti  e dell’inflazione rampante  venivano derisi come disfattisti. Negli ultimi mesi , il credit crunch ha devastato le fortune dei miilardari, le riserve vlautarie si riducono, il rublo è collassato ed oggi   Gazprom ha dovuto annunciare che prevede che il volume di gas venduto nel 2009 accuserà in calo di un devastante 22 percento.  Pessime notizie, chje si aggiungono ad una lista troppo lunga, per una nazione dove persino le aziende statali stanno dichiarando fallimento.

“Fosche previsioni per Gazprom, che nel 2009 esporterà non più di 140 miliardi di mc di gas, il 21,8% in meno rispetto ai 179 miliardi di mc dell’anno scorso. Il vice-presidente del gruppo russo, Alexander Medvedev, ha dichiarato oggi che una consistente riduzione si registrerà anche sul fronte dei prezzi. ” (da Quotidiano Energia)

Se l’avvoltoio apprezza, allora c’è speranza

Wilbur Ross, decano dei vulture investors, ossia degli investitori in aziende fallite, apprezza il piano governativo per i costruttori di automobili , soprattutto quando si parla della possibilità di una bancarotta “preparata”, ossia quello che in Italia sarebbe un concordato preventivo con i creditori e con nuova finanza già disponibile; in particolare.

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R.I.P. Nortel: da 400 miliardi a zero in 8 anni

La società canadese Nortel ha richiesto l’amministrazione controllata per buona parte delle proprie controllate americane il giorno prima del pagamento di una cedola da 107 milioni di dollari.
La società, che produce componenti di infrastrutture per telecomunicazioni, era una delle beniamine globali ai tempi delle dot com: nella metà 2000 la capitalizzazione di borsa era arrivata a 360 miliardi di dollari canadesi, equivalente al 35 per cento del listino di Toronto. Ieri era di 190 milioni.

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VaR e rischio, legittimi dubbi

Il New York Times Magazine ha una lunga storia sulla genesi del Value-at-Risk e sui suoi critici. L’aspetto paradossale è la vicinanza dei critici alle opinioni dei fondatori del metodo VaR, che hanno ben presente le sue limitazioni. Sorge il dubbio: i banchieri che hanno divinizzato l’approccio VaR erano tanto incompetenti da non leggere le avvertenze del prodotto oppure si stanno soltanto nascondendo dietro ad un comodo capro espiatorio?