Stati Uniti – Prosegue anche in giugno la ripresa della manifattura

La produzione industriale statunitense è cresciuta in giugno del  massimo da febbraio, grazie soprattutto ad auto, computer ed elettronica. L’incremento dello 0.5 per cento segue la flessione dello 0.1 per cento di maggio, rivista al ribasso dall’iniziale dato invariato. Il tasso di utilizzo della capacità produttiva è aumentato all’81.7 per cento, massimo da otto mesi. Sembra quindi confermata la ripresa della manifattura (cresciuta dello 0.6 per cento mensile), rinforzata dallo smaltimento dell’eccesso di scorte, che favorisce la ripresa della produzione, stimolata anche dalla crescita dell’export. In crescita anche la produzione delle utilities (che sommata a quella manifatturiera e mineraria determina la produzione industriale complessiva), dello 0.3 per cento, e quella mineraria, dello 0.5 per cento.

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Germania – In forte calo la fiducia degli investitori

La fiducia degli investitori tedeschi è diminuita in luglio oltre le attese. L’indice ZEW delle aspettative di analisti ed investitori è calato al livello di 10.4 da 20.3, contro attese per un livello di 19.5. L’economia tedesca potrebbe quindi essere destinata a perdere momentum anche per effetto dell’apprezzamento dell’euro e di prezzi del petrolio in crescita (ieri al nuovo massimo da 11 mesi, a 74.44 dollari il barile), fattori che aggiungono oneri a famiglie ed imprese. Malgrado ciò, l’indice DAX ha toccato lo scorso 13 luglio il massimo di tutti i tempi.

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Stati Uniti – Male le vendite al dettaglio di giugno

Le vendite al dettaglio negli Stati Uniti sono calate in giugno del massimo da quasi due anni, suscitando timori circa l’effetto che prezzi dell’energia in ascesa e prezzi immobiliari cedenti possano danneggiare i consumi. Il calo dello 0.9 per cento segue l’incremento dell’1.5 per cento, rivisto al rialzo, di giugno. Al netto delle auto, le vendite sono calate dello 0.4 per cento, peggior risultato da settembre. Le stime di consenso erano attese in flessione dello 0.1 per cento complessivo, ed in crescita dello 0.2 per cento al netto delle auto. Il calo delle vendite di auto è stato pari al 2.9 per cento, dopo l’incremento dell’1.1 per cento di maggio.

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E’ accaduto oggi a Wall Street

Prendete vendite al dettaglio migliori del previsto, soprattutto per Wal-Mart, vero market-mover e termometro della salute del consumatore statunitense. Aggiungete la nuova ondata di merger-mania, con Alcoa che rinuncia alla scalata alla canadese Alcan, destinata ad essere preda di Rio Tinto. Alcoa rischia, da questo momento, di essere preda di BHP Billiton, e decide di vendere cara la pelle reintroducendo il programma di riacquisto di azioni proprie. Da ultimo, considerate che il mercato era molto “corto”, come suggerisce il numero di contratti futures sull’indice S&P venduti. Il combinato disposto di queste circostanze, unito al (temporaneo, a nostro avviso) ridimensionamento della crisi di downgrade delle obbligazioni collateralizzate da subprime mortgages (i finanziamenti immobiliari concessi a debitori con scarso merito di credito), ed avrete un gigantesco short-squeeze. Domani è un altro giorno.

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Private equity a breve termine

Il 22 di Giugno si è svolta l’IPO del Blackstone Group, con risultati tutt’altro che incoraggianti: dopo sole 24 ore l’azione è tornata al di sotto dei 31 dollari del collocamento e lì tuttora sembra voler rimanere, fra la generale delusione. Nonostante questo precedente e la perdurante volatilità di mercato KKR e Carlyle, concorrenti diretti, si preparano comunque a quotarsi. I grandi compratori, che hanno sostenuto l’intero mercato, cominciano a vendere? Siamo alla fine del grande mercato al rialzo o ad un problema strettamente “settoriale”?
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