Cina – Cresce ancora il surplus commerciale

Il surplus commerciale cinese è balzato in giugno al record di 26,9 miliardi di dollari, contro stime per un avanzo di 23,8 miliardi. Il surplus è raddoppiato rispetto allo scorso anno, dopo che gli esportatori si sono affrettati ad anticipare l’entrata in vigore delle  maggiori tasse sull’export. Lo yuan ha fatto segnare il maggior apprezzamento giornaliero contro dollaro, crescendo dello 0,23 per cento a 7,5839. La divisa si è apprezzata del 9,1 per cento contro dollaro dal termine del regime di cambio fisso, nel luglio 2005. Al contempo, l’apprezzamento dell’euro su dollaro è stato del 12 per cento, mentre lo yen si è deprezzato del 9.9 per cento sul dollaro. L’export è cresciuto del 27 per cento, a 103,27 miliardi di dollari, l’import di solo il 14 per cento, a 76,4 miliardi. Il surplus per i primi sei mesi del 2007 sale a 112,5 miliardi di dollari, circa l’84 per cento in più dello stesso periodo dello scorso anno. Attualmente, lo yuan può fluttuare dello 0,5 per cento giornaliero nei due sensi, dal precedente 0,3 per cento.

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Stati Uniti – Il mercato del lavoro regge

I datori di lavoro statunitensi hanno aggiunto in giugno 132.000 nuovi impieghi, mentre i salari sono cresciuti ed il tasso di disoccupazione è rimasto stabile per il terzo mese consecutivo al 4.5 per cento, vicino al minimo degli ultimi sei anni, segnalando che il mercato del lavoro continuerà a sostenere il consumatore statunitense. L’incremento di occupazione segue i 190.000 nuovi posti creati in maggio. Le stime di consenso ipotizzavano la creazione di 125.000 nuovi impieghi. Di rilievo il fatto che le revisioni per aprile e maggio hanno aggiunto altri 75.000 posti di lavoro. I guadagni orari medi sono cresciuti dello 0.3 per cento, dopo il più 0.4 per cento del mese precedente, e sono in crescita del 3.9 per cento su base annuale.

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Stati Uniti – Manifattura in accelerazione a giugno

L’indice ISM manifatturiero è cresciuto in giugno al livello di 56, da 55 in maggio, il miglior risultato da 14 mesi. Il ciclo della manifattura appare quindi in ripresa e potenzialmente in grado di aiutare l’economia a rafforzarsi nel secondo semestre, compensando in parte la recessione nel settore immobiliare. La manifattura si espande per rispondere alla maggiore domanda e per ricostituire le scorte, ridotte nei mesi scorsi. L’indice dei prezzi pagati è calato al livello di 68 da 71, meno del consenso posto a 69.1. I nuovi ordini sono cresciuti al massimo da febbraio 2006, a 60.3 da 59.6, mentre l’indice di produzione cresce da 58.3 a 62.9. L’indice di consegna dei fornitori, una misura del tempo necessario a ricevere le merci, è sceso a 49.7 da 50.3, mentre la misura degli ordini in attesa di essere evasi è aumentata a 53.5 da 52.5. L’indice delle scorte accentua la contrazione, da 46.1 a 45.3, confermando il decumulo. Unico dato modesto, pur confermando ancora la moderata espansione, è quello sull’occupazione, il cui indice passa da 51.9 a 51.1, confermando l’attuale andamento soft del mercato del lavoro statunitense. Il rimbalzo della manifattura sta sostenendo la previsione della Fed di una “moderata” crescita economica nella seconda metà dell’anno.
La scorsa settimana ha visto la pubblicazione dell’indice dei direttori acquisti dell’area di Chicago, rimasto in giugno in prossimità del massimo da due anni. Anche l’attività manifatturiera nella regione di Philadelphia ha accelerato in giugno al passo più rapido da oltre due anni, per effetto della crescita degli ordini, mentre la Fed di New York ha segnalato lo scorso 15 giugno il passo di crescita della manifattura più rapido da un anno.

Giappone – Tankan stabile in giugno

La fiducia tra i grandi produttori manifatturieri giapponesi è rimasta in prossimità del massimo degli ultimi due anni, mentre le aziende hanno previsto un aumento di spesa, circostanza che supporta le argomentazioni della banca centrale a favore dell’aumento dei tassi d’interesse. Il Tankan al 30 giugno resta invariato al livello di 23 punti rispetto a marzo, vicino al massimo biennale di 25 segnato a dicembre. Il risultato è in linea con le stime di consenso. La fiducia tra le imprese di servizi è rimasta al livello di 22, massimo degli ultimi 15 anni, grazie all’espansione del secondo trimestre, guidata dall’export che ha creato nuovi impieghi, sostenendo la spesa dei consumatori. Il Tankan, che in giapponese significa prospettiva economica di breve termine, è stato realizzato intervistando 10.839 aziende nel periodo compreso tra il 28 maggio ed il 29 giugno. Il consenso degli economisti, a maggioranza, prevede un rialzo dei tassi ufficiali in agosto, dopo la pubblicazione dei dati relativi alla crescita del secondo trimestre. Per contro, altri analisti ritengono che l’andamento cedente dei prezzi e la debolezza della produzione industriale spingeranno la Bank of Japan ad astenersi dal rialzo il mese prossimo.

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Giappone – In calo i prezzi, disoccupazione ai minimi

I prezzi al consumo al netto di alimentari freschi sono calati dello 0.1 per cento in maggio, in linea con le stime di consenso. Il tasso di disoccupazioneè rimasto stabile al 3.8 per cento. Il dato sui prezzi non dovrebbe disincentivare la Bank of Japan dall’alzare i tassi, mossa che per alcuni analisti dovrebbe avvenire in agosto, e si attendono i riscontri del Tankan, che sarà pubblicato il 2 luglio, per avere ulteriori indicazioni sulla propensione alla spesa in conto capitale da parte delle imprese. I prezzi al consumo core per l’area di Tokyo sono scesi inaspettatamente in giugno nella misura dello 0.1 per cento, primo calo in tre mesi, contro attese per un incremento dello 0.1 per cento. Un dato positivo proviene dalla spesa delle famiglie, cresciuta dello 0.4 per cento sull’anno precedente, un dato che prolunga la serie positiva. Dal versante del mercato del lavoro, l’indice del rapporto tra impieghi disponibili e persone richiedenti è aumentato a 1.06 da 1.05.

Malgrado la terza flessione mensile consuecutiva nella produzione industriale, i favorevoli dati dell’export (quasi raddoppiato in maggio) ed il soddisfacente andamento delle vendite al dettaglio potranno contribuire ad estendere la più lunga espansione degli ultimi sessant’anni. Secondo la Bank of Japan, il potenziale di crescita dell’economia giapponese, cioè il passo raggiungibile utilizzando il massimo di capacità e forza lavoro del paese, si troverebbe ora tra l’1.5 ed il 2 per cento. Per questo motivo, il governatore Fukui ritiene che i prezzi torneranno a crescere.

Giappone – Nuovo calo per la produzione industriale

Anche in maggio, e per il terzo mese consecutivo, la produzione industriale giapponese è diminuita, la serie peggiore da quasi due anni, facendo insorgere qualche timore sul rallentamento della crescita. Il calo destagionalizzato è dello 0.4 per cento mensile, guidato dall’elettronica, e si confronta ad una previsione di crescita dello 0.9 per cento. Il dato potrebbe dissuadere la Bank of Japan dall’alzare nuovamente i tassi d’interesse nel breve termine. I produttori manifatturieri prevedono una crescita della produzione dell’1.9 per cento mensile in giugno, e dell’1.7 per cento in luglio. Se questa previsione dovesse essere realizzata, la produzione industriale per il secondo trimestre crescerà di solo lo 0.3 per cento.

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