Giappone – Crescita inattesa per le vendite al dettaglio

Le vendite al dettaglio giapponesi sono cresciute inaspettatamente in maggio per la prima volta da otto mesi. L’incremento è pari allo 0.1 per cento annuale, dopo il meno 0.7 per cento annuale segnato in aprile ed attese per un calo dello 0.4 per cento. Su base mensile, le vendite sono aumentate dello 0.5 per cento, secondo incremento consecutivo. Il maggior contributo alla crescita è stato fornito dal più 1.7 per cento delle vendite di alimentari e bevande a causa di temperature superiori alla media. Le vendite di auto sono diminuite del 4.5 per cento, da meno 7.3 per cento del mese precedente. Le immatricolazioni di marche estere sono cresciute per la prima volta da 11 mesi, indicando la ripresa della domanda per veicoli di lusso. Il dato di oggi esprime solo le vendite nei negozi, ed esclude gli acquisti online e quelli di servizi, incluso il turismo (cresciuto al passo dieci volte superiore la media delle vendite al dettaglio). Occorre quindi valutare anche la spesa delle famiglie, un indicatore più comprensivo degli effettivi trend di spesa.

Un altro indicatore di consumi, l’indice del terziario, è cresciuto in aprile al passo più rapido degli ultimi sei mesi. Lo scorso anno, la spesa per servizi ha rappresentato il 57 per cento della spesa dei consumatori, contro circa il 50 per cento di un decennio fa.

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Germania – Flette la fiducia delle imprese

La fiducia delle imprese tedesche è diminuita oltre le attese in giugno, suggerendo che la crescita della maggiore economia europea potrebbe aver toccato un picco. L’indice IFO, basato sulle risposte di 7000 dirigenti, è sceso al livello di 107 da 108.6 di maggio, e contro attese per un livello di 108.4. In calo entrambi i sottoindici: quello delle condizioni correnti passa da 112.5 a 111.4, quello delle aspettative scende a 104.8 da 102.8.

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Germania – Fiducia degli investitori in flessione

La fiducia degli investitori tedeschi è inaspettatamente diminuita in giugno, dopo che il rialzo dei rendimenti in Europa e nel mondo ha causato un calo di azioni ed obbligazioni. L’indice ZEW delle aspettative di investitori ed analisti è diminuito al livello di 20.3 da 24 in maggio, contro attese per un livello di 29. Lo scorso 6 giugno la Banca Centrale Europea ha alzato il proprio tasso benchmark al 4 per cento, massimo da sei anni ed il suo presidente, Jean Claude Trichet, ha indicato che altri rialzi potrebbero essere attuati, poiché la crescita più forte da inizio del decennio minaccia di alimentare l’inflazione.

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Stati Uniti – Inflazione contrastata in maggio

I prezzi al consumo negli Stati Uniti sono cresciuti meno delle attese in maggio: i cosiddetti prezzi core, che escludono alimentari ed energia, sono cresciuti dello 0.1 per cento su base mensile dopo il più 0.2 per cento di aprile, e contro stime di consenso poste a più 0.2 per cento. L’indice complessivo è cresciuto dello 0.7 per cento mensile, maggior incremento da settembre 2005 e più delle attese (poste a più 0.6 per cento), guidati dal balzo nei prezzi dei carburanti. Il dato core è confortante, in quanto segnala che i maggiori costi per alimentari ed energia non stanno (per ora) venendo traslati sui consumatori finali. Non si deve tuttavia trascurare il fatto che negli Stati Uniti appare in atto una ripresa dell’espansione, come peraltro confermato anche oggi dall’indice manifatturiero Empire della Fed di New York, cresciuto al passo più rapido da un anno (indice da 8.03 a 25.8), sulla spinta di fatturato ed ordinativi. Tale ripresa dell’espansione ha già provocato l’evaporazione delle attese di un taglio dei tassi da parte della Fed entro fine anno, ed ha contribuito al forte rimbalzo dei rendimenti obbligazionari, registrato negli ultimi giorni.

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Regno Unito – Inflazione ai minimi da sette mesi

L’inflazione britannica è scesa in maggio al minimo da sette mesi, grazie al taglio delle bollette di gas e luce da parte delle utilities britanniche. L’inflazione al consumo è cresciuta del 2.5 per cento su base annuale, da 2.8 per cento di aprile, e stime di consenso poste a più 0.3 per cento. La variazione mensile è stata dello 0.3 per cento. Per il tredicesimo mese consecutivo l’inflazione ha quindi superato il tetto del 2 per cento, e ieri il governatore della Bank of England, King, ha dichiarato che l’istituto di emissione “potrebbe dover assumere ulteriori azioni” per riportare sotto controllo i prezzi al consumo.

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Cina – L’inflazione accelera in maggio

L’inflazione cinese ha accelerato in maggio al passo più rapido da oltre due anni, aumentando la probabilità di un nuovo rialzo dei tassi d’interesse. I prezzi al consumo sono saliti del 3.4 per cento rispetto all’anno precedente, oltre il 3.3 per cento delle attese ed il 3 per cento rilevato in aprile. Il target della banca centrale è attualmente al 3 per cento. In dettaglio, i prezzi delle carni sono aumentati del 26.5 per cento, risultando determinanti per la crescita dell’inflazione, che peraltro oggi eccede il tasso di remunerazione dei depositi (attualmente al 3.06 per cento), incoraggiando le famiglie a immettere i propri risparmi in un mercato azionario che il governo sta cercando di raffreddare. Il rendimento sul titolo governativo decennale cinese è salito questa mattina di 14 centesimi, al 4.21 per cento, mentre lo yuan si è portato contro dollaro a 7.6440, massimo da dieci mesi.

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Stati Uniti – Migliora il deficit commerciale

Il deficit commerciale statunitense si è ristretto in aprile oltre le attese grazie alla crescita dell’export a livelli record ed alla flessione delle importazioni. La riduzione del deficit è del 6.2 per cento, il massimo in sei mesi, a 58.5 miliardi di dollari, da 62.4 miliardi in marzo. La riduzione del deficit è avvenuta in presenza dell’ennesimo deficit record con la Cina. La crescita di Europa ed Asia ed il dollaro più debole (deprezzato da inizio anno del 6.4 per cento reale) stanno spingendo la domanda di prodotti statunitensi, contribuendo ad un rimbalzo della manifattura che sostiene la crescita.

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