Immobiliare non residenziale: repetita non iuvant

Dopo la devastazione sull’immobiliare residenziale causata dai mutui ninja (no income, no jobs and asset, cioè senza garanzie di alcun tipo), la prossima “scarpa che cade” è quella del Commercial Real Estate (CRE), dove le dinamiche sono state sinistramente simili. Come segnala Bloomberg, gli investitori in obbligazioni in cui sono stati “impacchettati” 62 miliardi di dollari di debito per uffici, hotel e centri commerciali si preparano a subire un forte incremento delle insolvenze nel corso del 2010, a causa di un aumento dei costi di interesse per i proprietari, che gli analisti di Bank of America Merrill Lynch stimano potrebbe raggiungere e superare il 20 per cento.

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Il Settimo cavalleggeri per i mutui. Appena in tempo?

Il ministro del Tesoro statunitense ha appena annunciato, di fatto, che Fannie Mae e Freddie Mac saranno autorizzati ad acquistare altri 200 miliardi di mutui. L’euforia torna in Borsa, ma sara’ sufficiente a fermare la crisi del mercato immobiliare? E’ davvero desiderabile salvare, ancora una volta, banche e proprietari di immobili a spese del contribuente, oppure salvare la stabilità del sistema con interventi che ne minano la credibilità nel lungo periodo?

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